Silvio Baldini, ormai non più l’allenatore del Palermo, ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Casena dei Colli per spiegare le motivazione che hanno indotto lo stesso tecnico e l’ex direttore sportivo Renzo Castagnini, presente in sala, a rassegnare le dimissioni, abbandonando il progetto rosanero a pochi giorni dal primo impegno ufficiale della nuova stagione calcistica in Coppa Italia contro la Reggiana. Di seguito le sue dichiarazioni:

“Quando abbiamo incontrato Mirri il presidente mi ha detto: ‘E’ impensabile che tu vada via’. Io ho spiegato che non mi sentivo al centro del progetto, e gli ho detto: ‘Se tu eri presidente con la tua proprietà me l’avresti fatto un altro anno di contratto’. Il gruppo si poteva ricreare, ma se tu Dario mi dici che mi avresti fatto tre anni di contratto anche in C ma il City non lo fa io mi devo sentire al centro del progetto? Io non prendo per il culo la gente palermitana, io voglio andare in Serie A e a me di fare un anno di transizione non me ne frega niente. Io posso solo ringraziare Mirri, sarò sempre tifoso del Palermo. Andrò in curva quando andrò a vedere il Palermo. Acquisti? Castagnini cercava di operare al meglio, il problema è di fiducia. Essere o no al centro del progetto. Siccome io ero circondato dal malcontento, da parte di tutti. Il gruppo non c’è, per ricreare il gruppo ci vuole tempo e nel calcio il tempo non c’è. L’anno scorso ho creato il gruppo in poco perché ero al centro del progetto. City? Palermo diventerà grande. Non basta l’autonomia, devi avere fiducia totale quando lavori. In tre anni ho fatto quello che ritenevo fare e abbiamo ottenuto risultati. Non basta solo scegliere un giocatore per essere al centro del progetto”.

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